INTELLIGENZA EMOTIVA E APPRENDIMENTO
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“Quali fattori sono in gioco quando persone con elevato Qi falliscono e quelle con Qi modesti danno prestazioni sorprendentemente buone?
Secondo me, molto spesso, la differenza sta in quelle capacità indicate collettivamente come intelligenza emotiva, un termine che include l’autocontrollo, l’entusiasmo e la perseveranza, nonché la capacità di automotivarsi.
E queste capacità, come vedremo, possono essere insegante ai bambini, mettendoli così nelle migliori condizioni per far fruttare qualunque talento intellettuale la genetica abbia dato loro.”
Daniel Goleman – Intelligenza emotiva

Ma pensiamo davvero che abbia senso stimolare i ragazzi allo #studio soltanto attraverso il senso del dovere e il bisogno di un “riscatto sociale”, ovvero la necessità di ottenere un voto, quale riconoscimento di un valore agli occhi degli altri?

Fino a quando sarà così, a mio parere, la loro “intelligenza emotiva” sarà alla mercé di una pericolosissima referenza esterna, ovvero il loro bisogno di sentirsi riconosciuti dagli altri.
E quest’ultimo, in alcuni casi, sarà talmente importante da dominare su tutto il resto mettendo a rischio il proprio #equilibrio emotivo ogni volta che una condizione esterna minaccerà il precedente equilibrio.

E come sarebbe se invece insegnassimo ai ragazzi proprio l’intelligenza delle emozioni e la capacità di discernimento, di valutare le fonti, di comprendere che non sempre il parere di una persona, altra da sé, ha valore, ma al contrario, ne ha nella misura in cui quella persona è autorevole ai loro occhi, merita la loro stima, e si è conquistata la loro fiducia?!

Ho visto tanti ragazzi “secchioni”, me compresa, sentirsi completamente “persi” una volta terminata la scuola.
I loro voti da esibire su un diploma a poco sono serviti una volta appesi a una parete.

Sebbene i #voti soddisfino quel bisogno di #riconoscimento, fondamentale per ogni essere umano, seppure in misura diversa per ciascuno, ciò che occorre nella vita, a mio parere, sono quegli strumenti da mettere nella cassettina degli attrezzi, quelli che ci aiutano ad automotivarci, a non dare seguito ad un impulso di #ira, ad affrontare un esame o un colloquio di lavoro con la #serenità di chi comprende che, in fondo, “non esistono fallimenti, ma solo risultati” e che ogni apparente sconfitta sta preparando il terreno ad una grande #vittoria.

E se, invece, insegnassimo loro a godersi il viaggio, nell’apprendimento, nelle relazioni, nel lavoro, nello sport, in qualunque area della loro vita?
Se facessimo comprendere loro che ciò che conta è nel QUI e ORA e che quel QUI e ORA si nutre di emozioni!?

E se insegnassimo loro ad apprendere attraverso le emozioni positive, che si nutrono dei nostri #sensi, le nostre finestre sul mondo!?
Proprio quelle finestre dalle quali lasciamo entrare colori, forme, immagini, profumi. Quelle finestre, che una volta spalancate ci fanno vivere #emozionimai provate prima.

E se è vero che le emozioni sono un veicolo straordinario dell’apprendimento, non sarebbe più logico porre il focus sulla capacità di nutrire le emozioni positive, gestire con intelligenza anche le emozioni meno positive incanalando le energie che generano, in maniera funzionale?

A poco servono quei voti appesi a una parete se poi quello studio “matto e disperatissimo” ci ha allontanato dal piacere della #lettura, della scoperta, della voglia di conoscere, foriera di grandi scoperte nel viaggio meraviglioso che ognuno meriterebbe di fare dentro se stesso.

Peccato che spesso incanaliamo le nostre energie nella direzione sbagliata, perdiamo la bussola e ad un certo punto ci troviamo in terra di nessuno.
Quella terra promessa, dove c’è tutto tranne che i nostri desideri, i nostri #talenti, le nostre passioni perché dietro quella scrivania su cui abbiamo impiegato notti insonni si nascondeva un atleta, un ballerino, un cantante, un pilota…che non si è concesso il diritto di ascoltare se stesso e che terminata la scuola, senza gli obblighi cui era abituato si perde.

Magari, si entusiasma quando riconosce una vibrazione che gli risuona, una possibilità che parla al suo cuore, ma non sa come perseguire il suo #obiettivo, si perde nella giungla di un mondo che offre tante possibilità, ma nessuna certezza, se non quella di chi sa ascoltare il suo cuore e gestire le emozioni con intelligenza, motivandosi ogni giorno perché ha imparato a “vedere, sentire e toccare con mano” la gratificazione di un obiettivo “già raggiunto” nella sua mente e percepito attraverso i suoi sensi e sa come ottenerlo in concreto perché gli è stata insegnata la perseveranza, senza la quale la #MOTIVAZIONE è come un motore potentissimo senza benzina.

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Paola Iacobini - 02.07.2019 - BLOG

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